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Prezzo pellet 2026, stangata per le famiglie: +34% in un anno, quanto costa un sacco da 15 kg

Il prezzo del pellet torna a salire e per le famiglie italiane si prospetta un inverno più costoso. Secondo le rilevazioni di AIEL, l'Associazione Italiana Energie Agroforestali, a settembre 2026 il prezzo medio nazionale di un sacco di pellet da 15 kg ha raggiunto i 7,60 euro, con un aumento del 34% rispetto allo stesso mese del 2025.

Un rincaro significativo, che arriva proprio mentre molte famiglie iniziano a prepararsi alla stagione del riscaldamento e a valutare quanto combustibile acquistare per affrontare i mesi più freddi.

Nonostante l'aumento, i dati diffusi dall'associazione indicano che il pellet certificato ENplus A1 mantiene un costo dell'energia inferiore rispetto a quello del gas naturale e del gasolio da riscaldamento, almeno considerando i prezzi e le condizioni utilizzati nel confronto.

Prezzo pellet 2026: quanto costa oggi un sacco da 15 kg

La rilevazione AIEL di settembre 2026 fotografa un mercato in forte crescita rispetto all'anno precedente.

Il prezzo medio nazionale si attesta a 7,60 euro per un sacco da 15 kg, contro circa 5,60 euro registrati a settembre 2025.

Questo significa che, in dodici mesi, il costo è aumentato di circa 2 euro a confezione.

Il rincaro emerge anche dal confronto con aprile 2026, quando il prezzo medio risultava inferiore di quasi 50 centesimi a sacco.

Per chi utilizza una stufa a pellet come principale fonte di riscaldamento, una differenza apparentemente contenuta sul singolo sacco può trasformarsi in una spesa aggiuntiva importante nell'arco dell'inverno.

Quanto si spende per acquistare 30, 50 o 100 sacchi di pellet?

Per comprendere meglio l'impatto dei rincari, basta calcolare quanto costa acquistare diverse quantità di pellet al prezzo medio nazionale rilevato a settembre.

  • 10 sacchi da 15 kg: 76 euro.
  • 30 sacchi da 15 kg: 228 euro.
  • 50 sacchi da 15 kg: 380 euro.
  • 100 sacchi da 15 kg: 760 euro.

Utilizzando come riferimento il prezzo medio di circa 5,60 euro a sacco registrato un anno prima, l'acquisto di 100 sacchi sarebbe costato circa 560 euro.

La differenza è quindi di 200 euro in più per 100 sacchi, a parità di quantità acquistata.

Naturalmente questi importi sono esempi di spesa per l'acquisto del combustibile, non stime del consumo necessario per riscaldare un'abitazione. Il fabbisogno reale cambia in base alla superficie della casa, all'isolamento, al clima e all'efficienza della stufa.

Pellet più caro in tutta Italia: i prezzi da Nord a Sud

L'aumento dei prezzi riguarda tutte le principali aree geografiche italiane, anche se con differenze nei rincari registrati.

Secondo le rilevazioni AIEL, a settembre 2026 la situazione è la seguente:

  • Nord-Ovest: 7,60 euro a sacco, con un aumento del 32% rispetto a settembre 2025.
  • Nord-Est: 7,50 euro a sacco, con un rincaro del 37%.
  • Centro Italia: 7,50 euro a sacco, in aumento del 34%.
  • Sud e Isole: 7,60 euro a sacco, con un incremento del 28%.

Le differenze territoriali sono relativamente contenute nei prezzi medi, ma risultano più marcate nelle variazioni percentuali rispetto all'anno precedente.

È importante ricordare che si tratta di valori medi: il prezzo effettivo può cambiare in base al marchio, alla certificazione, al rivenditore, alla quantità acquistata e agli eventuali costi di trasporto.

Pellet o gas: quale costa meno per riscaldare casa?

Nonostante il forte aumento, il pellet continua a mostrare un costo competitivo rispetto ad alcuni combustibili fossili.

Secondo i dati riportati da AIEL, il costo indicativo dell'energia contenuta nel pellet certificato ENplus A1 è pari a circa 106 euro per MWh.

Nello stesso confronto, il gas naturale raggiunge 163 euro per MWh, mentre il gasolio da riscaldamento arriva a 205 euro per MWh.

Questo significa che, considerando esclusivamente il costo dell'energia contenuta nel combustibile, il pellet risulta meno costoso nelle condizioni analizzate.

Attenzione, però: il costo dell'energia del combustibile non coincide con quello del calore effettivamente utilizzato in casa.

Una stufa a pellet, una caldaia a gas e un impianto a gasolio possono avere rendimenti differenti. Inoltre, la spesa complessiva dipende da manutenzione, consumi elettrici, caratteristiche dell'edificio e condizioni contrattuali della fornitura energetica.

Per valutare quale sistema sia realmente più conveniente è quindi necessario confrontare il costo del calore utile prodotto dagli impianti, non soltanto il prezzo del combustibile.

Un sacco di pellet contiene circa 72 kWh di energia

Un altro dato interessante riguarda la quantità di energia contenuta in un sacco di pellet.

Secondo l'analisi AIEL, un sacco da 15 kg di pellet certificato ENplus A1, considerando un potere calorifico di 4,8 kWh per chilogrammo, contiene circa 72 kWh di energia.

Si tratta dell'energia teoricamente disponibile nel combustibile prima di considerare le perdite dovute al rendimento dell'apparecchio.

Il confronto storico proposto dall'associazione mostra quanto sia variato negli ultimi anni il costo della stessa quantità di energia acquistata attraverso il gas naturale.

Durante l'inverno 2022-2023, nel pieno della crisi energetica, il costo equivalente aveva superato i 27 euro, mentre nella stagione 2025-2026 si era attestato intorno ai 10,32 euro.

Questi valori derivano da specifiche condizioni di riferimento e non rappresentano necessariamente le tariffe applicate a tutte le famiglie.

Come risparmiare sull'acquisto del pellet durante l'inverno

Con prezzi in aumento, scegliere con attenzione quando e come acquistare il pellet può aiutare a contenere la spesa.

Il primo consiglio è confrontare le offerte di più rivenditori, verificando non soltanto il prezzo del singolo sacco ma anche gli eventuali costi di consegna.

È inoltre importante controllare la qualità del combustibile. La certificazione ENplus A1 permette di individuare pellet sottoposto a requisiti specifici di qualità, anche se occorre verificare l'autenticità della certificazione riportata sulla confezione.

Acquistare grandi quantità può risultare conveniente soltanto quando il prezzo complessivo è realmente vantaggioso e si dispone di uno spazio asciutto e adeguato per la conservazione.

Il pellet deve infatti essere protetto dall'umidità, che può comprometterne le caratteristiche e causare problemi durante l'utilizzo.

Un altro aspetto fondamentale riguarda la manutenzione della stufa: una pulizia corretta e gli interventi previsti dal produttore contribuiscono a mantenere l'impianto nelle condizioni di funzionamento previste.

Riscaldamento inverno 2026-2027: cosa aspettarsi

Il rincaro del pellet registrato a settembre 2026 rappresenta un segnale importante per le famiglie che utilizzano questo combustibile durante l'inverno.

Al momento, tuttavia, il dato non permette da solo di prevedere quanto costerà il pellet nei prossimi mesi. I prezzi possono cambiare in funzione della domanda stagionale, della disponibilità del prodotto e delle condizioni del mercato energetico.

Chi deve acquistare pellet per la stagione fredda dovrebbe quindi monitorare le offerte disponibili e valutare il costo complessivo del proprio riscaldamento.

Il dato più significativo resta comunque quello annuale: un sacco da 15 kg costa mediamente circa 2 euro in più rispetto a settembre 2025.

Un aumento che, per chi consuma molte confezioni durante l'inverno, rischia di pesare sensibilmente sul bilancio familiare.

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